Ca' Pesaro

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    WILLIAM MERRITT CHASE (1849-1916)
    un pittore tra New York e Venezia

    11 febbraio – 28 maggio 2017

     

     

     

Ca' Pesaro

WILLIAM MERRITT CHASE (1849-1916): un pittore tra New York e Venezia

Prossimo appuntamento:
giovedì 20 aprile 2017, ore 18.30

Ingresso su invito
fino ad esaurimento dei posti disponibili

Incontri di approfondimento

Si da avvio con il mese di marzo ad un ciclo d’incontri di approfondimento dedicati alla figura di William Merritt Chase.

Artista cosmopolita, instancabile viaggiatore tra America e Europa, Chase è una figura di spicco dell’arte americana di fine Ottocento e inizio Novecento, la cui idea generalista rimane limitata a James McNeill Whistler e John Singer Sargent.

La biografia e l’opera di Chase offrono uno straordinario esempio di cosa significasse essere pittore negli Stati Uniti tra la seconda metà dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, a che livello fosse la didattica, il mercato dell’arte, il collezionismo e la formazione dei musei. Attraverso la guida di illustri relatori, il pubblico potrà scoprire la precisa politica espositiva dell’artista e la realtà delle colonie artistiche statunitensi stabilitesi a Venezia e Firenze.

 

Giovedì 16 marzo 2017, ore 17.30
Chase in Italia. Opere, esposizioni, riscontri della critica
con Giovanna Ginex, curatrice della mostra William Merritt Chase (1849-1916): un pittore tra New York e Venezia

Nato in un piccolo centro dell’Indiana, dopo i primi studi d’arte condotti a New York e St. Louis, William Merritt Chase decide di approfondire la tecnica della pittura in Europa, a Monaco di Baviera.

Impaziente di apprendere e aggiornarsi Chase rimane un instancabile viaggiatore tra gli Stati Uniti e l’Europa, presenziando a mostre in America e all’estero, tra cui la Biennale di Venezia nel 1901 e l’Esposizione Internazionale di Roma nel 1911.

La curatrice Giovanna Ginex esaminerà, nel suo appuntamento di approfondimento, la ricezione critica dell’opera dell’artista in Italia.
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Giovedì 30 marzo 2017, ore 17:30
William Merritt Chase e il mondo veneziano
con Rosella Mamoli Zorzi

Nel 1877 William Merritt Chase soggiorna a Venezia insieme ai compagni di studi dell’Accademia di Monaco di Baviera, John Twatchman e Frank Duveneck. Qui si mescola al milieu di artisti e intellettuali compatrioti che risiedono nella città lagunare: James McNeill Whistler, John Singer Sargent, Duveneck Boys, Ralph Curtis.

Rosella Mamoli Zorzi, professore emerito di Letteratura Americana all’Università Ca’ Foscari di Venezia, affronterà nel corso del suo intervento, le relazioni e i contatti tra intellettuali e pittori statunitensi e il mondo veneziano negli anni Ottanta dell’Ottocento.

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Giovedì 20 aprile 2017, ore 18.30
William Merritt Chase e il soggiorno fiorentino
con Francesca Bardazzi, storica dell’arte

Pittore americano tra i più affermati e dotati della sua epoca, Chase fu autorevole maestro per i giovani artisti del suo Paese. Fin da studente, viaggiò in continuazione tra la patria e l’Europa, determinato ad acquisire mezzi tecnici e cultura artistica.

Tuttavia l’esperienza fiorentina si colloca nella tarda età ed è legata alla sua attività di insegnante. A Firenze giunse per la prima volta nel 1907 alla guida di un gruppo di studenti americani per una summer class, sull’esempio di quelle istituite a Shinnecock Bay (Long Island) e dopo altre summer in giro per l’Europa. Firenze aveva sempre esercitato un grande fascino sugli americani per la presenza dell’antico e per l’unicità della campagna circostante.

Un civilized landscape agli antipodi del paesaggio della loro terra, selvaggio e così vasto che l’occhio si perde, tanto da apparire a Henry James privo di “fascino e di grazia”. Chase sfruttò al massimo, anche come pittore, questa occasione dipingendo en plein air paesaggi ritenuti dalla critica “più impressionisti” di quelli realizzati in Francia. Come Sargent, Cassatt e altri americani della sua generazione, considerava l’apprendistato a Firenze, Venezia -per  James, l’Italia era “la patria della bellezza, delle arti, di tutto ciò che rende la vita splendida e dolce”-  e in generale in Europa, necessario per riappropriarsi della storia e della cultura che i primi coloni si erano lasciati alle spalle.

Il Vecchio mondo li attraeva inoltre perché vi trovavano il linguaggio più moderno del momento: l’Impressionismo. Chase e compagni, tornati in patria, innestarono questo bagaglio di antico e moderno sulla tradizione del loro paese, dando vita agli albori del nuovo secolo alla prima arte pienamente americana e  rimanendo “americani per sempre”.