Ca' Pesaro

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Percorsi e collezioni

Collezione Sonnabend

La storia della collezione Sonnabend è una delle più affascinanti del XX secolo.
Quando, nel novembre 1962, Ileana e Michael Sonnabend aprono la loro galleria a Parigi, al fine di presentare al pubblico europeo il lavoro di.giovani artisti americani. In seguito esporranno anche il lavoro di autori europei a Parigi e, dal 1970 in poi, a New York. Nel corso degli anni la loro raccolta si è arricchita con importanti opere di pop art, nouveau réalisme, arte povera, antiform, arte minimal e concettuale.

Una selezione di 116 opere è ora a Ca’ Pesaro in deposito a lungo termine alla Fondazione Musei Civici di Venezia, e almeno una sala è sempre dedicata alla collezione Sonnabend.

Questa stanza presenta due lavori di Giovanni Anselmo e Jannis Kounellis, autore scomparso di recente. Entrambi fanno parte del movimento arte povera, fondato nel 1967 e caratterizzato dall’utilizzo di materiali “poveri” e dall’esplorazione delle loro proprietà.

Nella collezione permanente è ora conservata la traccia dei mesi passati.
La sala 15 è un
omaggio all’arte povera, allestita con opere provenienti dalla collezione Sonnabend, e dedicata a Germano Celant, scomparso di recente a causa del coronavirus.

Il rapporto tra Germano Celant e Ileana Sonnabend risale al 1964, anno in cui il critico italiano incontra per la prima volta, in occasione della Biennale di Venezia, la gallerista americana.
Dalla loro reciproca stima e collaborazione si sviluppano una serie di eventi che
saranno propedeutici e determinanti per la nascita, negli anni Sessanta, di alcuni dei principali movimenti artistici come la Pop Art, la Minimal Art, l’Arte Povera e la Land Art.

A quel primo incontro ne seguiranno presto altri che faciliteranno il propagarsi della conoscenza dell’attività dei principali artisti operanti in quel momento: si ritrovano nel 1965 a Torino, dove Celant era solito recarsi in veste di redattore della rivista “Marcatrè” per partecipare agli eventi artistici della città e dove lavorano Michelangelo Pistoletto e il gallerista Gian Enzo Sperone. Saranno loro tra i primi a prendere contatti diretti con la Sonnabend, la quale nel 1964 dedica a Pistoletto una mostra nella sua galleria di Parigi, aperta nel 1962, mentre quella di Roy Lichtenstein, da lei organizzata nel giugno del 1963, viene successivamente ospitata (1963 – 1964) dalla galleria Il Punto a Torino dove lavora il giovane Sperone.

Celant, sempre nel 1965, funge da intermediario per l’esposizione che si terrà l’anno successivo alla Galleria La Bertesca a Genova con il titolo American Pop Artists.
I due si incontrano di nuovo nel 1969 in occasione della mostra When Attitudes Become Form a Berna e, nello stesso anno, all’interno della programmazione della galleria Sonnabend a Parigi è concesso particolare spazio ad alcuni degli artisti dell’Arte Povera: si tengono esposizioni personali di Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo e Mario Merz. Quest’ultimo è il primo artista dell’Arte Povera i cui lavori sono esposti, nel 1970 a New York, nella galleria Sonnabend a Madison Avenue, occasione durante la quale Celant è presente nella fase di allestimento.
Grazie al suo suggerimento la gallerista organizza negli Stati Uniti, nel marzo del 1972, la prima mostra antologica dedicata a Piero Manzoni e la Sonnabend Press pubblica nello stesso anno la prima monografia dedicata a Giulio Paolini, a cura di Celant.

A fine 2017 il critico, con il supporto di Antonio Homem e dell’archivio Sonnabend, dedica una mostra, che si tiene alla Galleria Levy Gorvy a New York, al rapporto tra Ileana Sonnabend e gli artisti dell’Arte Povera.