Ca' Pesaro

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ENRICO CASTELLANI E GUNTHER UECKER

Günther Uecker

Günther Uecker nasce nel 1930 a Wendorf, Mecklenburg, in Germania. Scultore, scenografo e artista cinetico, compie i suoi primi studi artistici a Wismar e all’Accademia di Berlin-Weissensse dal 1949 al 1953, realizzando inizialmente opere nello stile del Realismo Socialista. Fino al 1957 frequenta l’Accademia di Düsseldorf e in questi anni esegue i suoi primi dipinti con forme in rilievo.

Nel 1957 inizia a dipinge opere nei colori bianco, nero o rosso con una struttura di punti o linee verticali o orizzontali che ne ricopre completamente la superficie. Allo stesso anno risalgono i primi lavori a rilievo in cui fa uso dei chiodi, primo passo di una sperimentazione che lo porta in seguito a porre sulla superficie del quadro altri oggetti, come ad esempio turaccioli o tubi di cartone. La superficie ricoperta di chiodi si pone come antitesi alla superficie dipinta e consente nello stesso tempo all’artista di esplorare l’articolazione della luce attraverso le ombre create dai chiodi.

Lavorando prima su sequenza matematiche regolari di chiodi, a partire dal 1960 l’artista introduce strutture organiche e realizza le sue prime strutture rotanti a forma di disco e le sue prime scatole illuminate (light boxes). Amico di Yves Klein, Heinz Mack e Otto Piene, nel 1961 fonda con questi ultimi il Gruppo Zero, che sviluppa interessanti ricerche cinetico visuali nell’ambito della nascente Arte cinetica, della quale rappresenta il versante tedesco. Interessata al movimento, quest’arte nuova ha inediti punti di contatto con la scienza e la tecnologia, rivelando inoltre agganci con il Dadaismo e il Futurismo. Il Gruppo Zero, diventa ben presto punto di riferimento e d’ispirazione di molte tendenze europee di quegli anni, come il Gruppo T ed il Gruppo N in Italia e varie sperimentazioni di Optical Art in tutta Europa.

La sperimentazione di Uecker si esprime attraverso strutture oscillanti, sedie, tavoli e pianoforti ricoperti di chiodi, comprendendo dal 1966 anche progetti con la corrente ad alta frequenza e, dal 1969, progetti di grandi dimensioni all’aperto. I suoi lavori comprendono anche stampe monocrome a rilievo, films e la realizzazione delle scenografie e i costumi per le opere Fidelio (1974) e Parsifal (1976)