Giulio Malinverni a Ca' Pesaro
Il progetto Natura morta, Natura viva esplora il dialogo tra materia naturale e intervento artistico attraverso un ciclo di opere realizzate su pietra (marmi, alabastri e onici) che riportano al centro una pratica antica: quella della pittura su supporto lapideo, tradizione che conobbe grande fortuna tra Cinquecento e Seicento.
In questo ritorno alla tecnica della pietra dipinta, Malinverni non cerca una citazione storica, ma una continuità con una pratica che nasce da una approfondita ricerca sul rapporto tra pittura e materia. L’intervento pittorico, ridotto all’essenziale, può trasformare la sostanza minerale in fiore, in pianta, nelle piume o nel manto di un animale, come se fosse possibile alleggerire la materia stessa, modificarne la percezione più che la sostanza. La pietra, con le sue venature e il suo disegno organico, non è più un semplice supporto, ma diviene il principio generativo dell’immagine: infatti è proprio il decoro naturale del marmo a suggerire all’artista forme, soggetti e composizioni, che orientano il gesto pittorico verso una specie di rivelazione.
Le opere di Malinverni testimoniano così una tensione costante tra natura e artificio, tra immobilità minerale e vitalità biologica. La natura “morta” si anima, grazie a una pittura che agisce come un gesto che svela e segue le qualità intrinseche del materiale. In questo processo la distinzione tra natura morta e natura viva si assottiglia fino a diventare ambigua, suggerendo una continuità profonda tra regno minerale, vegetale e animale. Nel lavoro dell’artista emerge infatti una visione unitaria del mondo naturale in cui le gerarchie tra i regni si dissolvono. Attraverso immagini silenziose e meditate, Malinverni invita lo spettatore a riconsiderare il rapporto con la materia, interrogando la possibilità che anche ciò che percepiamo come statico custodisca una forma latente di vita. Natura morta, Natura viva diventa così un’indagine poetica sulla metamorfosi, sulla percezione e sulla capacità dell’arte di rendere visibile ciò che già esiste, ma che resta nascosto allo sguardo.
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Mostra ad ingresso libero. Consulta gli orari del museo >
Immagine: Giulio Malinverni, Diga #1, olio su onice rossa, 30 x 40 cm.