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55 Furian

VALENTINA FURIAN

Appuntamento della rassegna Polifonie Italiane

A cura di Camilla Salvaneschi e Angela Vettese

Realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Culture del Progetto, Polifonie italiane, a cura di Camilla Salvaneschi e Angela Vettese, comprende mostre di artisti formatisi presso l’Università Iuav di Venezia. Le mostre precedenti hanno presentato i lavori di Caterina Erica Shanta, Diego Tonus, Elena Mazzi, Diego Marcon e Giuseppe Di Liberto. La rassegna continua con l’opera video 55 (2019) dell’artista Valentina Furian.
L’evento è parte degli appuntamenti legati al progetto Salotto Longhena, che raccoglie tutte le iniziative organizzate da MUVE con Università IUAV di Venezia fin dal 2016.

In uno scenario sospeso tra realtà e immaginazione, una casa è avvolta dalle fiamme. È notte e l’incendio divampa con violenza: il fuoco circonda interamente l’edificio e ne consuma il contenuto. Degli esseri umani non rimane traccia; forse sono riusciti a fuggire, forse sono ancora nascosti nell’immobilità della scena.  Il video si sviluppa attraverso una sequenza in loop che genera l’illusione di un fuoco perpetuo, sottraendo l’incendio alla successione temporale degli eventi e alla possibilità di una conclusione. La casa permane così in una condizione di sospensione irreale, intrappolata in un presente senza fine. La distruzione si sottrae a una precisa collocazione temporale e causale, trasformandosi in un evento ciclico, privo di un prima e di un dopo. L’edificio rimane sospeso tra le fiamme, in una dimensione ambigua in cui la possibilità della perdita e quella della sopravvivenza coesistono senza trovare risoluzione.

55 Furian

55 (2019)
2-channel video, colour, fullHD, 8-channel sound, loop, 1’53’’
backstage photography, ph. Violette Maillard, courtesy l’artista

Valentina Furian (1989, Venezia) è un’artista visiva che lavora principalmente con immagini in movimento e installazioni time-based. Attraverso le sue immagini indaga il confine fluido tra esseri umani, più-che-umani e ambiente naturale, esplorando i temi della domesticazione e della wildness. La sua ricerca si posiziona al limite tra realtà e finzione attraverso una dinamica cinematografica che emerge nella dualità tra fiction-narrative e indagine documentaristica.
Nel 2026 è stata artista in residenza presso la Cité Internationale des Arts di Parigi, dove ha sviluppato una ricerca incentrata sulle relazioni tra umano, animale e sistemi di rappresentazione. Nello stesso anno ha condotto una ricerca presso il Bronx Zoo di New York, in collaborazione con lo Cheetah Conservation Fund e con un team di ricercatori e biologi, nell’ambito del progetto sostenuto dalla borsa di ricerca Italian Council – 14ª edizione (2025).  Nel 2025 ha presentato il suo lavoro a Fantastica, 18ª edizione della Quadriennale di Roma, alla Strozzina per Lo Schermo dell’Arte di Firenze, alla Triennale Milano. È stata invitata ad ArtCity per il MAMbo di Bologna e ha realizzato una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo / Guarene per YCRS. Nel 2024 ha partecipato alla Biennale Gherdëina. Nello stesso anno ha vinto il New York Prize con ISCP – International Studio & Curatorial Program. Il suo lavoro è stato presentato nella mostra Cinema Underground alle Gallerie d’Italia di Torino e al Teatrino di Palazzo Grassi, Pinault Foundation, Venezia (IT).
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui Castello di Rivoli, Torino; MAMbo, Bologna; GAMeC, Bergamo; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Triennale Milano.